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Essere autonomi è una condizione “sentita”, radicata nella natura umana.

L’autonomia presuppone la capacità di esprimere la propria individualità.

Essa rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso che prende avvio dal concepimento.

 

Autonomia significa non solo aiutare la persona a muoversi, vestirsi o mangiare da sola, ma anche metterla in grado di scegliere, decidere della propria vita, organizzarsi, rifiutare, assumersi responsabilità e doveri, desiderare, avere interessi per sé.

 

La Terapia Occupazionale è la scienza riabilitativa che mira allo sviluppo, al ripristino e/o al mantenimento delle attività di vita quotidiana ( AVQ ) che sono la base essenziale per una qualità di vita che renda autonomo l’individuo , diversamente abile, spesso dimenticato proprio per il suo continuo bisogno di assistenza, o semplicemente per la presenza, sul territorio domestico e non, di barriere architettoniche che gli impediscono il normale svolgimento delle sue funzioni bio-fisiologiche.

 

Il trattamento di terapia occupazionale ha inizio fin dai primi momenti della presa in carico del cliente. Durante tale periodo di presa in carico, vengono valutate le sue abilità nelle varie attività di vita quotidiana (AVQ) suddivise in autonomie di base (alimentazione, igiene personale, abbigliamento, etc.) e autonomie sociali (capacità di integrazione nel gruppo, in ambito scolastico, in ambito lavorativo, etc.); individuati i deficit si procederà, fin da subito, ad un training pratico per mettere, il cliente, in relazione con tutte le azioni attinenti a cui sopra.

 

Il Terapista Occupazionale espleta un insieme di interventi volti al recupero o allo sviluppo di funzioni strumentali e capacità della vita quotidiana, attraverso attività manuali, espressive e/o corporee che utilizzano l'esperienza al fine di potenziare e migliorare l'autonomia nelle funzioni della vita quotidiana.

Gli ambiti in cui si interviene sono:

 ·    Rieducazione neuromotoria e psicomotoria:

finalizzate al recupero o sviluppo delle competenze motorie deficitarie, della loro integrazione spazio-temporale attraverso l'esercitazione e la facilitazione significativa, con l’obiettivo di ricercare risposte per le componenti motorie assenti attraverso tecniche specifiche.

 ·    Rieducazione funzionale:

interventi riabilitativi volti a migliorare l'esecuzione di specifiche capacità attraverso l'esercitazione o correzione della funzione stessa anche mediante l'uso di ausili.

 ·    Interventi educativo riabilitativi:

attività inserite in progetti educativi individualizzati che interagiscano sul versante dell'integrazione sociale e della capacità di effettuare autonomamente compiti della vita quotidiana.

 

 Gli Ausilii

 Una fondamentale importanza ricoprono tutti quegli “aiuti” che riescono a compensare un movimento o a “risolvere” un’azione finalizzata nelle AVQ.

Gli ausilii costituiscono un ambito molto interessante della Terapia Occupazionale e hanno una grande potenzialità di impiego per tutti quegli individui che si trovano ad affrontare le proprie disabilità, spesso con-causa di deterioramento dell’autostima.

Un ausilio è un qualsiasi prodotto, strumento, attrezzatura o sistema tecnologico di produzione specializzata o di comune commercio, utilizzato dall’individuo, diversamente abile per prevenire, compensare o eliminare un deficit.


Esistono varie classi di ausilii:

 1.    ausilii per la cura di se ed il superamento di barriere architettoniche.

     Questa parte  degli ausilii comprende: ausilii per l’abbigliamento ( infilacalze, calzascarpe, scalzascarpe, presa prensile, infilabottoni, lacci elastici, etc.); ausilii per l’igiene personale ( spugne con manico allungato e per lavare le dita dei piedi, spugne con manico ricurvo, base per tagliaunghie, spazzole per capelli con manico allungato, manchette per spazzole o lamette da barba); piattaforme elevatrici e montascale

      2.    ausilii per la mobilità e la postura

Fanno parte: bastoni, stampelle, tripodi e tetrapodi, deambulatori (per interni e per esterni), carrozzine (manuali, con spinta facilitata, elettroniche, etc.),biciclette, sistemi di postura, schienali, cuscini antidecubito etc.

3.    ausilii per l’ alimentazione

 Comprendono: posate adattate ( con deviazioni, ingrossa manici, manchette etc.), piatti con rialzo, basi antiscivolo, tagliere universale, bicchieri con scanalatura per naso, cannucce flessibili, posate con protezione in plastica dura, apriscatole, reggiscatole etc.

4.    mobili e adattamenti per la casa

All’interno della casa si possono avere arredamenti e ausilii che si adattano e si conformano alle varie stanze a seconda delle esigenze dell’individuo. Per cui abbiamo: cucine ed armadi con controllo elettronico per la regolazione dell’altezza; tavoli e sedie con ruote autobloccanti; sollevatori e tavolette per trasferimenti; maniglioni per vasca da bagno, per doccia e per wc; sgabelli per vasca da bagno; sedia comoda per bagno; doccia con scarico a terra; lavabo con controllo dell’altezza; specchi per ispezione cutanea; alzawater etc.

    5.    ausilii per la comunicazione.

Fanno parte di questa categoria: dispositivi interfaccia, ausili per la comunicazione interpersonale e per la scrittura, dispositivi per il controllo ambientale e la domotica, dispostivi per l’accesso al computer (software didattici per disabilità cognitive), ausilii per ciechi e ipovedenti, etc.

 

 

 I materiali

 

La Terapia Occupazionale si avvale di una grande varietà di materiali per le attività e non è possibile catalogarli tutti; è possibile altresì fare una piccola catalogazione delle attività ed accennare alcuni dei materiali che servono per svolgere queste.

 

·         Materiale per la cucina: pentole, piatti, bicchieri, tovaglioli, moka per caffè, posate, pasta, farina, zucchero, cioccolata in polvere, uova, cipolla, aglio, etc.

·        Materiale informatico: computer, stampante a colori, joystick, etc.

·      Materiale per attività artistiche e ludico-creative: matite colorate, pennarelli, tempere, penne, pennelli, colla vinail, cartoncini, fogli formato A4, palline di gommapiuma, puzzle, carte, giochi di società, carta colorata, strumenti a percussione, spille da balia, cotone per cucire, palloni colorati, palloncini, etc.

·      Materiale per lo splinting, la manutenzione e l’adattamento degli ausilii: vaschetta termoriscaldata, termoplastico colorato e forato, velcro, phon, cassetta degli attrezzi, gommapiuma, stoffa, cuoio, etc.

 

LA TERAPIA OCCUPAZIONALE NELL’INSERMENTO LAVORATIVO E NELLO SPORT

 

Per la persona la cui capacità di prestare una attività lavorativa e/o sportiva viene pregiudicata da patologie psichiche, mentali o fisiche e che quindi non può più lavorare oppure può farlo soltanto in modo molto circoscritto, vengono impiegati percorsi individualizzati di Terapia Occupazionale all’interno di attività strutturate durante le quali vengono testate e potenziate le capacità e le abilità residue del cliente.

I compiti del Terapista occupazionale nel settore comprendono:

la realizzazione di una anamnesi dell’attività lavorative della professione, la creazione di un profilo dei requisiti e delle capacità, e l’esecuzione di training orientati alla realtà e di prove di sforzo.

Il Terapista Occupazionale presta consulenza al paziente per quanto riguarda la possibilità di iniziare a svolgere una attività lavorativa o sportiva, seguendo le scelte e le attitudini di quest ultimo con il fine ultimo, qualora possibile, anche di un inserimento nel mondo del lavoro e nel sociale.

Egli assiste anche il paziente sul suo nuovo posto di lavoro ed eventualmente provvede agli adattamenti.

Il compito del Terapista Occupazionale è quello di far si che il paziente sia in grado di svolgere una attività lavorativa, migliorando e/o ripristinando le seguenti funzioni:

 

·      Capacità lavorativa di base come resistenza, concentrazione, strutturazione della giornata e del tempo.

·      Capacità sociali (capacità di avere contatti, di imporsi e di adeguarsi).

·      Prestazioni di carattere affettivo, come la fiducia in se stessi e  la capacità  di prendere decisioni.

·      Capacità motorie come la motricità fine e la destrezza necessaria per riacquistare le capacità specifiche riferite alla professione, allo sport ed al posto di lavoro.

·      Resistenza fisica.

·      Competenze strumentali ed individuali (per es. calcolare, scrivere, organizzare).

·      Competenze quotidiane.

·      Progettazione di strategie per la prevenzione degli infortuni sul posto di lavoro e durante un’attvità sportiva, per pazienti con disabilità.

 

Le Scale di Valutazione

 

Le scale di valutazione vengono scelte  a seconda dei casi e delle patologie, dal TO.

ADL (activity of daily living):

Valuta le attività di vita quotidiana quali mangiare, lavarsi, vestirsi, autonomia nei trasferimenti e spostamenti e continenza sfinterica, etc.

 

IADL

Valuta le attività quotidiane strumentali: l’indipendenza nel telefonare, fare la spesa, cucinare, eseguire lavori domestici, gestire le finanze, utilizzare i trasporti e assumere farmaci; etc

 

TEST DI INTEGRAZIONE SENSORIALE DI GANGI – BERK (tono, forza e integrazione bilaterale e attività riflessa primitiva…) fino a 5 anni.

 

ICF:

È la classificazione del funzionamento, della disabilità e della salute dell’ OMS. E’ suddiviso in: funzioni e strutture corporee, attività e partecipazione (performance), fattori ambientali (barriere e facilitazioni).